PROFILO ECONOMICO DI PANAMA
In anni recenti l’economia panamense è risultata quella che più di ogni altra in America Latina si è sviluppata a tassi sostenuti, con una media dell’8,3% dal 2006 ad oggi. Come gli altri Paesi della regione, anche Panama ha risentito della crisi finanziaria mondiale, tanto che il PIL, cresciuto del 10,7% nel 2008, ha dovuto rallentare la sua corsa per finire il 2009 con un 3,2%, per poi riprendersi con una crescita del 7,5% nel 2010. Per il 2011 si prevede la conferma della ripresa della locomotiva panamense con un PIL a fine anno corrente del 6%-8% circa. Si confermano settori trainanti: infrastrutture (fra cui, l’ampliamento del Canale del valore di circa 5,25 mld. USD e la costruzione della nuova metropolitana di 1,5 mld. USD), la Zona Libera di Colon, il livello generale dei consumi e l’occupazione. Il Governo ha varato il Piano Quinquennale di Sviluppo per 13,5 mld. USD.
COOPERAZIONE ECONOMICA
Le relazioni economico-commerciali tra Italia e Panama si sviluppano nel contesto della comune appartenenza all'Organizzazione Mondiale del Commercio di cui Panama è membro dal settembre 1997. Essendo un Paese di servizi (per oltre il 75%), l’economia di Panama è tendenzialmente aperta e favorevole alla liberalizzazione del commercio estero. Il Governo di Panama di fatto applica le tariffe doganali più basse di tutta l’America Latina. I servizi riguardano principalmente: l'amministrazione del Canale (da cui derivano la maggior parte delle risorse del paese), attività bancarie e assicurative, la gestione della zona libera di Colón e il turismo.
RAPPORTI BILATERALI
Nell’ottobre 2010 è entrato in vigore l’Accordo bilaterale per la Promozione e Protezione degli Investimenti. Il 30 dicembre 2010 è stato firmato l'Accordo per evitare la doppia imposizione che include la clausola per lo scambio di informazioni fiscali e bancarie. Negli ultimi quattro anni sono cresciuti gli interessi italiani, con l'aggiudicazione della gara dell'ampliamento del Canale ad un consorzio italo-spagnolo, cui fa parte Impregilo, e con le storiche visite dell’On. Ministro (maggio 2010) e dell’On. Presidente del Consiglio (giugno 2010). Sono operanti 128 imprese, tra cui Assicurazioni Generali, Astaldi, Came, Condotte, Decal, Elettronica Veneta, Enel, Ghella, Impregilo, New Holland, Trevi, Tecnic e Urmet. A marzo è stata istituita l’Associazione degli Imprenditori Italo-Panamensi (“CAPANIT”). Nel 2010 il saldo favorevole della bilancia commerciale è risultato pari a 161 milioni di dollari.
AMPLIAMENTO DEL CANALE E ALTRE GRANDI OPERE
Il Canale sta operando oltre il 90% della sua capacità (la media annuale di imbarcazioni che transitano attraverso il canale supera le 14.000 unità) ed è previsto che entro il 2012 sia raggiunto il limite massimo di transitabilità. Nel 2009 hanno transitato 14.342 navi di 79 Paesi, con un volume totale di traffico pari a 298,8 milioni di tonnellate; il 40% della categoria Panamax. Gli introiti dovuti al traffico nel 2009 sono stati pari a 1.438 milioni di dollari ( 9,2%), con versamenti nel bilancio dello Stato pari a 780 milioni di dollari (nell’esercizio 2009).
Divenuto ormai obsoleto per le dimensioni delle Chiuse, larghe solo 33 metri rispetto ai 49 delle moderne meganavi Postmanax (366 metri di lunghezza, 15 di pescaggio, con un carico massimo di 12.000 container), il 22 ottobre 2006 è stato indetto un referendum popolare per decidere sull’eventuale allargamentodel canale: il 77% degli elettori si è pronunciato a favore dell’ampliamento.
Il 30 giugno 2010 l’On. Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inaugurato i lavori di ampliamento del Canale (5,25 mld USD) che si concluderanno nel 2014.
Nel gennaio 2010, l’Amministrazione Martinelli ha varato il Piano Quinquennale di Sviluppo per 13,6 mld. USD. Sono previste la realizzazione della prima linea metropolitana, la costruzione di 8 nuovi ospedali e 34 centri di assistenza sanitaria, nuovi centri educativi, strutture di frigo-conservazione, centri penitenziari, oltre a una serie di opere infrastrutturali nel settore dei trasporti, fra cui la realizzazione di nuovi aeroporti all’interno del Paese e la costruzione di due ponti sul Canale.
LA ZONA LIBRE DI COLON
La Zona Libera di Colón, seconda solo a quella dI Hong Kong, costituisce per sua natura uno dei più importanti centri di distribuzione merci dall'Europa verso il mercato latinoamericano, gli Stati Uniti e l'Asia e vicevera.
Fin dal 1917, solamente tre anni dopo l'apertura del Canal de Panamá, si discusse circa la possibilità di creare un area di libero commercio a Colón. L'obbiettivo era sia di modernizzare la struttura economica di Panama, sia di rendere più agile il commercio della regione. Fu però solo con la fine della seconda guerra mondiale che questo progetto fu realizzato. Con la legge n.18 del 17 di giugno del 1948 venne creata la Zona Libre de Colón che da allora funziona come uno dei pilastri dell'economia panamense.
La Zona Libera di Colón ha accesso a molte rotte marittime e ha una frequenza di trasporti che la convertono in un luogo privilegiato per il commercio internazionale. La presenza del Centro Finanziario Internazionale, un'efficente infrastruttura portuaria e aereoportuaria e la libera circolazione del dollaro statunitense, sono tutti fattori che facilitano le operazioni degli utenti della Zona Libera di Colón. Attualmente, più di 2.600 imprese utilizzano la infrastrutture e i servizi della Zona per importare, immagazzinare, imballare e esportare un'ampia gamma di prodotti che vanno dagli apparecchi elettronici ai prodotti chimici, passando per le bevande, il tabacco, i mobili, l'abbigliamento, le calzature, i gioielli e un'altra grande varietà di articoli. La Zona Libera di Colón costituisce inoltre una vetrina commerciale per eccellenza nell'intero continente americano, vi transitano infatti le ultime novità della tecnologia elettronica insieme alle marche più sofisticate dei profumi e della moda internazionale.
Le importazioni e le riesportazioni registrate nella Zona Libera di Colón, che offre ai suoi utenti un trattamento tributario speciale, superano rispettivamente i 5,000 milloni di dollari annuali e sono dirette a un mercato di 525 milloni di consumatori. Ciò fa della Zona Libera di Colón un settore d'interesse per le ditte straniere sia come investimenti diretti sia come fornitura di beni e servizi.